Tabelle millesimali: cosa sono, a cosa servono e come si approvano
Le tabelle millesimali esprimono in millesimi il valore di ogni unità immobiliare rispetto all'intero edificio. Servono a ripartire le spese comuni e a pesare i voti in assemblea: chi ha più millesimi paga di più e il suo voto conta di più nel calcolo delle maggioranze.
In pratica per lo studio
Le tabelle millesimali sono il riferimento per quasi tutti i conti del condominio. Lo studio le usa:
- per ripartire le spese comuni secondo l’art. 1123 c.c., salvo diversa convenzione;
- per contare le maggioranze in assemblea, insieme al numero dei presenti;
- per rispondere ai condòmini che chiedono perché pagano una certa quota.
Molti condomini hanno più tabelle: una generale (proprietà), una per scale, una per ascensore, una per il riscaldamento. Nel bilancio ogni voce di spesa va collegata alla tabella giusta.
Esempio
Un appartamento con 85 millesimi sulla tabella generale paga 85/1000 di una spesa di 10.000 euro ripartita su quella tabella, cioè 850 euro. In assemblea il suo voto vale 85 millesimi nel calcolo della maggioranza per valore.
Per le domande più frequenti dei condòmini su quote e ripartizioni, vedi la guida sulla ripartizione delle spese condominiali.
Domande frequenti
Chi redige le tabelle millesimali?
Di solito un tecnico (geometra, ingegnere o architetto), che calcola il valore di ogni unità in base a superficie, piano, esposizione e altri elementi. Le tabelle vengono poi approvate o allegate al regolamento.
Si possono modificare le tabelle millesimali?
Sì, nei casi previsti dall'art. 69 disp. att. c.c., ad esempio per errori o per cambiamenti dell'edificio che alterano in modo rilevante il rapporto tra i valori. Per i dettagli sulla procedura e sulle maggioranze conviene sentire un legale o un tecnico.